Un network di relazioni si divide in rete primaria e secondaria. Le reti sociali primarie (o reti informali) sono quelle unità di vita sociale che riuniscono delle persone, le quali si conoscono e sono unite le une alle altre da legami di parentela, di amicizia, di vicinato o di lavoro.

Le reti sociali primarie sono appoggiate sui cosiddetti legami forti che favoriscono l‘accesso a risorse non strumentali, meno tangibili, quali affetto, sicurezza, protezione, appoggio psicologico, così come favoriscono l‘accesso a quei beni e servizi anche materiali, la cui erogazione esige un alto coinvolgimento affettivo e un elevato grado di intimità, di confidenza.

La rete primaria è un raggruppamento naturale di individui: i legami che uniscono i singoli tasselli della rete sono di natura affettiva piuttosto che funzionale. E‘ un insieme dinamico e non statico. Infatti è soggetto a fluttuazioni nel tempo, in funzione delle relazioni interpersonali che si creano in base alle circostanze. Inoltre le reti primarie si basano sulla reciprocità degli individui.

Le reti secondarie formali sono costituite dalle istituzioni sociali, che hanno un‘esistenza ufficiale. Esse sono strutturate in modo preciso, svolgono funzioni specifiche o forniscono sevizi particolari. Non si costituiscono in modo naturale: la loro esistenza è connessa ad una precisa funzione sociale (imprese, organizzazioni, comunità religiose, enti). Non sono caratterizzate da scambi di reciprocità, ma da scambi fondati sul denaro o sul diritto. Sono funzione dei servizi da fornire o da ricevere.

Una delle caratteristiche principali delle reti è costituita dalla esistenza dei cosiddetti piccoli mondi. Ogni persona può mettersi in contatto con uno dei 6 miliardi di individui attraverso una catena di 6 conoscenze. Questo patrimonio di conoscenze permette alle informazioni di muoversi rapidamente al di là dei confini geografici di ognuno di noi. La rete dei contatti personali delle persone è utilizzata per stabilire contatti personali oppure professionali allo scopo di organizzarsi, condividere risorse, esperienze, grazie alla creazione, o meglio si dovrebbe dire all‘autorganizzazione, di un‘intelligenza comune, costituita da molte menti.